L’orto di Laura

23 settembre 2020
Laura Nervo, agronoma, cresce in una famiglia che da sempre si occupa di orticoltura. Per alcuni anni lavora come impiegata nel settore agricolo, ma la sua strada è un’altra e quindi dopo qualche tempo decide di dare una svolta alla sua vita e, nel 2003, subentra al papà nell’azienda agricola in cui produce principalmente insalate, pomodori, costine, spinaci, sedano, cetrioli, aglio, cavoli, ecc.)

Per molto tempo ha venduto i suoi prodotti principalmente attraverso i mercati locali dei produttori, ma poi si è resa conto che era molto difficile diffondere le sue idee ed i suoi valori: “…il biologico spesso non è ancora del tutto compreso e ci si ritrova a vendere i propri prodotti al fianco di produttori convenzionali o di altri che, seppur biologici, acquistano il 49% della propria produzione da altri (come consentito da una recente normativa) sminuendo quindi il lavoro di chi fa tutto da sè con cura, passione ed attenzione per l’ambiente.”

La svolta è avvenuta durante il lockdown quando, in conseguenza dell’impossibilità nel fare i mercati, Laura ha sperimentato la vendita diretta e a domicilio formule queste che ha deciso di non abbandonare più.

Per completare la propria gamma di ortaggi vengono prodotti, all’interno del laboratorio di proprietà, mix per minestroni e zuppe pronte per la cottura, verdure pretagliate (barbabietole, zucchine, cavolo rapa), mix per insalate. Infine, grazie alla collaborazione con un laboratorio esterno, vengono realizzate alcune conserve come aglio sottaceto e zucchini sottolio.

Laura ci accompagna a visitare le serre che ci trasmettono tutta la cura e la grande dedizione che contraddistinguono il suo lavoro e dove incontriamo alcuni animali: asini e caprette; l’azienda di Laura è anche fattoria didattica e mentre camminiamo nei terreni di proprietà ci racconta le esperienze fatte con i bambini che, dopo un inizio timido ed impacciato, si sentono liberi e liberati, potere che solo la natura ha!

Ancora una volta ci meravigliamo di quante piccole meravigliose realtà ci sono a due passi da noi, portate avanti con tenacia e non senza difficoltà ma ciò nonostante con il sorriso, da persone che hanno ancora voglia di lottare e che continuano a credere che un cambiamento sia possibile, oltre che necessario.

CRONACA DI UNA COLLABORAZIONE

7 maggio 2021 – Vita sotterranea

Sto estirpando le erbacce, perché non faccio il diserbo, e mentre tolgo l’erba ecco qua spuntare un mondo di insetti, formiche che corrono indaffarate, coleotteri, un’altra vita, e poi, se mi sposto dove il terreno è più fresco, riesco anche a trovare qualche piccolo vermiciattolo, i cosiddetti lombrichi, che vanno dove c’è il fresco e che non amano stare alla luce del sole, ma che sono utilissimi per la nostra agricoltura.

9 maggio 2021 – Amici e nemici in natura


Mentre raccoglievo i cavoli ecco che ho trovato questa foglia che presenta una colonia molto abbondante di afidi. Però non soffermiamoci soltanto all’apparenza e andiamo in profondità a vedere; se osserviamo bene, troviamo questi bozzoletti marroncini, che sono afidi in realtà parassitizzati: vuol dire che è arrivato il predatore dell’afide, si è inserito all’interno dell’afide e si sta sviluppando a sue spese; se ci spostiamo un pochettino ecco che troviamo un altro predatore di afidi. La natura ci insegna che il non accanimento terapeutico può dare degli ottimi risultati. La natura è in grado, tante volte, di fare da sé.

24 maggio 2021 – Fiori

Ecco due bellissimi fiori di zucchino, apparentemente uguali, ma se guardiamo a fondo notiamo che ci sono delle differenze: uno ha solo il gambo e l’altro, invece, ha lo zucchino. Quindi la differenza c’è: il fiore che ha solo il gambo è il fiore maschile, mentre il fiore che ha lo zucchino è il fiore femminile. Lo sapevate?

24 maggio 2021 – Spinacio selvatico

Sapete di che pianta sono queste foglie? Sono foglie della pianta chenopodium album. E’ una pianta che cresce nei terreni molto fertili e ricchi di fosforo e potassio; è un’erba infestante che può anche diventare molto alta, ma commestibile. Le sue foglie hanno, nella parte inferiore, una polverina bianca e, se vengono messe a bagno, rilasciano questa polverina e l’acqua diventa bianca; infatti il suo nome volgare è farinaccio o farinello. E’ molto ricco di sali minerali, vitamine, ma anche di acido ossalico che può creare problemi, per cui può essere consumato, ma non in grandi quantità.

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