Cascina Krylia

“L’azienda l’abbiamo comprata 12 anni fa, noi veniamo tutti e due da Torino e zone limitrofe, da Moncalieri e Torino; siamo io e la mia moglie, io sono Christian Raffero e mia moglie Lia Ganzaroli. Facevamo tutt’altro come lavori, io lavoravo in ambito sportivo e lei era un’educatrice e lavorava nelle comunità. Abbiamo preso questa cascina in una zona dove c’era ancora possibilità di fare delle cose; io avevo già un’azienda di famiglia a Barolo, però là ormai i giochi erano fatti, o facevi vino o un po’ di nocciole oppure niente, a noi non piaceva l’idea, là il mercato ormai è alle stelle, e allora abbiamo trovato questo posto qui e poi da lì è nato tutto, anche per concatenazione di eventi fortunati abbiamo trovato questa cascina che è in alto, che ha della terra quasi in piano, perché siamo praticamente su un altipiano.

Cascina Krylia è l’unione di Kry e Lia. La cascina era inabitabile, pian piano abbiamo cominciato a metterla a posto, due anni e ci siamo trasferiti qua e abbiamo cominciato a dare un primo assetto alla cascina, all’azienda senza sapere bene cosa fare; poi ci siamo buttati sull’orticoltura, che era il nostro progetto iniziale, e da lì siamo entrati all’interno di un PSR, abbiamo conosciuto dei tecnici, abbiamo fatto un negozio, un laboratorio e adesso abbiamo intorno ai 27 ettari, abbiamo due o tre dipendenti, due fissi e uno freelance. È tutto biologico a parte alcuni prodotti di laboratorio che non riusciamo a farli certificare biologici. Qualsiasi cosa che ci sono dentro le acciughe o il tonno, acciughe e tonno biologici non si trovano, a livello di grandi quantità e quindi non ce lo certificano. Tipo il peperoncino ripieno classico leggermente piccante con dentro il tonno e l’acciuga, quello lì esce convenzionale perché il tonno e le acciughe non sono bio. Anche la bagna cauda: l’aglio è nostro e bio, l’olio è bio, ma l’acciuga no e non esce bio.

L’azienda si trova nel comune di Odalengo piccolo, vicino a Moncalvo.

Noi facciamo ortaggi e poi trasformati, abbiamo un nostro laboratorio interno, dove facciamo anche il pane, focacce, biscotti, strudel, a seconda di quello che ci dà in quel momento la natura noi si inventa qualcosa e a seconda anche del tempo che abbiamo; quando abbiamo più tempo facciamo anche i grissini stirati a mano. È un lavorone senza la macchina e allora non sempre vengono fatte queste cose.

In questi anni il lavoro è stato quello di organizzarci bene. La terra è al 95% è di proprietà, il resto è in affitto. Dopo che abbiamo comprato qua abbiamo deciso di vendere le aziende agricole che avevamo a Barolo, dove hanno fatto il golf club Barolo, abbiamo solo più 2-3 pezzi che erano staccati dal corpo grande della cascina. Questo ci ha poi aiutato. A Barolo già da tempo davamo tutte le vigne in affitto. Mio padre e mio zio erano i due soci che avevano comprato queste cascine una vicina all’altra, mio zio finché non era troppo anziano, le coltivava poi dopo, ma questo si parla di una ventina di anni fa, ha cominciato a stufarsi e le ha date in affitto, a mio padre non è mai interessato andare su a lavorare la terra.

È interessante che noi consegniamo a tantissime aziende agricole, alle famiglie che lavorano nelle aziende agricole che non hanno più il tempo, tante volte, di farsi l’orto però sono abituate a mangiare tipo il cuore di bue come lo faceva suo nonno, che quindi aveva un gusto, e non si abitueranno mai a quello che c’è al supermercato e allora vengono a comprarlo qua. Poi magari due zucchini, d’estate, se lo mettono anche loro ed è solo meglio. Più la gente si tiene il palato abituato a mangiare la roba buona, che poi non si abitua più a mangiare la roba del supermercato, più ci guadagniamo noi e infatti io sono solo contento che la gente si faccia gli orti qua attorno, anche perché non avranno mai tutta la varietà che ho io perché chi si fa l’orto magari si mette il pomodoro, si mette le zucchine, quelle cose facili ma non si mette a piantare quella rottura di scatole come può essere il fagiolino che a raccoglierlo è una menata, devi stargli dietro, che dopo due giorni è già grosso, e allora quello lo compra da me.

La nostra idea è sempre stata molto quella. Io quando qualcuno vuole qualcosa, anche il singolo che non ci conosce, che ha sentito di noi, io la prima cosa lo invito a venire in cascina perché mi piace che possa fare un giro così si rende conto direttamente di quello che c’è e non c’è, vede il negozio direttamente, le cose che produciamo noi e che non produciamo noi”.

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