La Verdella piccola

“Siamo una realtà piccola – ci racconta Maddalena Bono di Cigliano (Vc) – a conduzione familiare, siamo io, mia sorella Fiorella, mio cognato, che ci dà una mano, e mia mamma che sovrintende. L’azienda dei miei genitori aveva una cinquantina di giornate di terra, facevano mais, facevano la paglia, il fieno e poi avevano le mucche di razza bovina piemontese. Una decina di anni fa abbiamo aperto un agriturismo con ristorazione, eravamo aperti solo su prenotazione, prevalentemente il sabato e la domenica, perché avevamo la terra, quindi succedeva che dovevo dire di no perché dovevo andare a bagnare i campi o c’era la mucca che doveva partorire. Così abbiamo cominciato con le galline e le uova. Noi siamo 2 sorelle, non ci siamo dedicate subito all’agricoltura. Io dopo che mi sono laureata in scienze politiche a indirizzo sociale, volevo vedere se riuscivo a fare altro. Ho provato, lavoravo a Milano, in un’associazione senza fini di lucro, però era distante. Poi doveva nascere mio figlio e andare a Milano e lasciarlo per 10 ore al giorno non mi sembrava il massimo. Così ho deciso di unirmi a mia sorella che già seguiva l’azienda agricola. Le galline sono all’aperto, sono certificate biologiche. Apriamo loro alla mattina, rientrano alla sera. Farmaci non ne somministriamo. Vengono alimentate con il nostro mais biologico, lo maciniamo e lo mischiamo a una miscela di mangime biologico. Le galline depongono nei nidi, qualcuna depone fuori, ma per fortuna non sono tante. Quando avevamo l’agriturismo con l’Associazione Italiana Celiachia siamo entrati a far parte del progetto “Alimentazione Fuori Casa”. A marzo abbiamo deciso di chiudere la ristorazione per via del Covid. L’agriturismo era nato con l’idea della casa dell’agricoltore che si apre e accoglie, quindi avevamo 3 sale da pranzo piccole, in totale potevamo accogliere 30-35 persone, di solito succedeva che c’erano 3 famiglie che festeggiavano ognuno nella propria saletta, volevamo riproporre l’atmosfera di casa, tranquilli, come se la festa fosse a casa, la differenza era che cucinavo io. Il distanziamento sociale, quindi, era improponibile per la nostra struttura. Abbiamo deciso di chiudere e nel frattempo, abbiamo iniziato a fare i biscotti senza glutine. A marzo ci siamo trovati nell’esigenza di realizzare un piano B: la cucina dell’agriturismo è diventata laboratorio di biscotti. L’obiettivo è fare dei dolcetti senza glutine buoni per tutti. Di solito nei prodotti per celiaci ci sono tanti ingredienti, noi vogliamo fare un biscotto buono al gusto, buona dal punto di vista dei prodotti utilizzati, anche perché noi abbiamo le uova biologiche. Usiamo il burro biologico o l’olio di girasole. La difficoltà è stata trovare delle farine senza glutine di qualità, ma le abbiamo trovate da un’azienda agricola non lontana da noi”

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