Biodiversità

La diversità biologica o biodiversità, in ecologia, è la varietà di organismi viventi nelle loro diverse forme, e nei rispettivi ecosistemi. Secondo il Glossario Dinamico ISPRA-CATAP, per biodiversità entro un determinato ambiente si intende appunto la varietà di organismi viventi in esso presenti.

Essa comprende l’intera variabilità biologica di genispecienicchie ecologiche ed ecosistemi con le risorse genetiche considerate la componente determinante della biodiversità all’interno di una singola specie. Le specie descritte dalla scienza sono in totale circa 1,74 milioni, mentre il valore di quelle stimate oscilla da 3,63 a più di 111 milioni; tuttavia queste stesse stime risultano incomplete in quanto nuove specie vengono scoperte e aggiunte continuamente al totale generale. L’estinzione di specie è invece la minaccia principale alla biodiversità. L’anno del 2010 è stato dichiarato cioè l’Anno internazionale della biodiversità, mentre il decennio del 2011-2020-2022 è stato invece dichiarato il Decennio della Biodiversità.

Numerose sono le iniziative, su scala globale, volte a mitigare la perdita di biodiversità e proteggere e conservare le specie viventi, specialmente se autoctone o in pericolo di estinzione. Negli ultimi anni anche le nuove tecnologie di sequenziamento genomico sono impiegate per cercare di conoscere e limitare la perdita di biodiversità. L’impiego di queste tecnologie nella conservazione della biodiversità ha reso possibile lo sviluppo di una nuova materia: la genomica della conservazione, dove queste conoscenze e tecniche vengono condensate e sono unite per aiutare a proteggere le specie in pericolo.

L’Italia è uno dei paesi europei più ricchi di biodiversità, sia vegetale che animale, con un popolamento ricchissimo di forme endemiche. L’Italia, ad esempio, è lo stato d’Europa che conta il maggior numero di specie di piante con semi.

Questa ricchezza di specie ha più di una causa: in primo luogo, durante le glaciazioni pleistoceniche il territorio italiano rimase in gran parte sgombro di ghiacci, il che permise alla flora e alla fauna di sopravvivere, cosa che nelle zone centrosettentrionali del continente non avvenne, viceversa il ritiro dei grandi ghiacciai ha lasciato in alcune località montane una fauna relitta glaciale. Inoltre, il territorio italiano si estende su circa 10° di latitudine, dunque, pur restando nell’ambito di climi temperati privi di estremi di caldo, di freddo o di aridità, la differenza climatica fra il nord e il sud del paese non è affatto trascurabile, andando dai climi nivali delle vette alpine, al clima temperato fresco semicontinentale della pianura Padana, a quello mediterraneo delle coste centromeridionali e delle isole.

Un’ultima spiegazione del perché l’Italia ha un popolamento così diversificato risiede nell’eterogeneità ambientale prodotta dalla natura prevalentemente collinare e montuosa del territorio, che ha provocato un proliferare di nicchie ecologiche, vicine nello spazio ma molto diversificate.

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