Che cosa sono gli oleoliti

“I miei oleoliti – ci spiega Carmela Pappalardo di Angera – sono dei macerati di piante officinali biologiche. Si prendono le piante officinali nel loro periodo balsamico, cioè quando i principi attivi sono concentrati e, a seconda del tipo di pianta officinale, si prendono i fiori o le foglie o le radici. Nel caso dell’iperico si prendono solo i fiori così come per la calendula, si prendono e si mettono a macerare in un olio vegetale, nel caso nostro un olio di girasole, e poi si espongono al sole per 28 giorni cioè una fase lunare. Questo perché è il sole che, con il suo calore, estrae i principi attivi della pianta. Poi la notte vanno ritirati, secondo il metodo antico, gli oleoliti infatti risalgono a migliaia di anni fa, già gli Egiziani li utilizzavano come rimedi naturali, e il metodo di estrazione era proprio quello di porre al sole questo macerato di fiori e olio per una fase lunare e ritirarli di notte perché, secondo questo vecchio metodo di estrazione, la luna sterilizza e quindi non permette ulteriormente l’estrazione dei principi attivi. Ecco perché per 28 giorni li ritiriamo alla luna mentre il 29° giorno li esponiamo alla luna, che in questo modo ferma tutti i processi. Tanto è vero che all’interno degli oleoliti non ci sono conservanti né additivi chimici però si conservano naturalmente. Chiusi, e non esposti alla luce e al calore, si conservano parecchi anni, una volta aperti si conservano almeno 6 mesi. Gli oleoliti servono come rimedi naturali ad esempio, se ho mal di testa utilizzo un oleolito di lavanda o di melissa, lo metto sulle tempie e sugli occhi e la tensione muscolare, che magari ha causato il mal di testa, può  svanire. In caso di mal di denti utilizzo un oleolito come la camomilla, per le ustioni l’iperico, che tra l’altro è quello più venduto perché ha un’azione antiinfiammatoria molto spiccata, azione antiossidante e analgesica, quindi viene utilizzato anche per dolori alla sciatica, per problemi di prurito, di ustioni, può essere usato anche su ferite aperte -quindi bambini che si sbucciano le ginocchia. Quindi ogni oleolito ha proprie caratteristiche che sono quelle della pianta, e vengono utilizzati in tutte quelle piccole problematiche a livello cutaneo, muscolare, osteoarticolare. La calendula, oltre a essere emolliente e protettiva, viene utilizzata per esempio su ragadi, geloni delle mani e dei piedi, quando abbiamo le mani che si spaccano per il freddo, la calendula, utilizzata regolarmente, rimargina le fessure. A differenza del farmaco, l’oleolito, che non ha controindicazioni, deve essere utilizzato quotidianamente anche come azione preventiva. C’è chi già in autunno mette sulle mani alcune goccine di calendula in modo da prevenire la formazione di queste fissurazioni. L’unico oleolito che ha una controindicazione, proprio per la sua attività molto forte, è l’iperico che è fotosensibilizzante, questo vuol dire che non posso mettere l’iperico e poi andare a prendere il sole perché in quel caso potrebbero uscire macchie, rossori. Invece l’iperico va messo come doposole perché è lenitivo. L’oleolito si può utilizzare su donne in gravidanza, su bambini molto piccoli, su anziani; non c’è alcun tipo di controindicazione”.

15 marzo 2021

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