Fiori biologici, belli da guardare, annusare e mangiare

“Quando si parla di coltivazione biologica tutto è naturale – ci dice Marco Ravera di Rzero – non si utilizzano prodotti chimici e quindi l’ambiente, e i prodotti che si coltivano sono indubbiamente più sani e rimane più sano tutto quello che ti circonda. Per quanto riguarda il fiore in sé, a differenza di una lattuga o di un rosmarino, è ancora più importante perché nei fiori classici, quelli da ornamento e da regalo, vengono utilizzati dei prodotti chimici potenti, perché intanto non si mangiano.

Chi va a comprare i fiori vuole una pianta bella, che non deve avere una macchiolina, niente; tu compri dei fiori che sembrano di plastica, i fiori devono essere belli, bellissimi, cosa che tu li guardi e dici “oh, che bello, ma come è possibile farlo così”. Per farli così ci danno delle bombe di tutto perché tanto non si mangiano. I nostri, se uno li prende solo per metterli sul davanzale, annusarli o fare quello che vuole, i nostri sono belli, avranno a volte qualche difetto -può darsi- però comunque i nostri se ci butti il naso dentro, respiri e dici “oh, che bello” e non hai problemi che non succede niente. Allora i nostri fiori coltivati bio sono sani, convivono pacificamente con l’ambiente e in più si possono mangiare. Tutti i nostri fiori, in questo caso, sono sempre edibili: a qualcuno potrebbe anche non interessare perché magari non li mangia e li trova da un’altra parte che costano anche meno, e va bene che li compri da un’altra parte, però noi siamo attenti all’ambiente perché utilizziamo prodotti naturali, siamo attenti a chi ci lavora, noi stessi, i nostri dipendenti e tutto, siamo attenti a chi compra perché comunque si porta a casa un prodotto pulito.

Se mi porto in casa un mazzo di rose che arrivano dall’Ecuador, che ci danno un sacco di robe impossibili, o ti porti un mazzo di rose nostre, cioè le nostre non rilasciano alcun tipo di tossina nell’aria. Le piante sono vive, rilasciano. E in più pensa il disastro che hanno fatto questi a far venire le piante magari da Paesi meno controllati. Perché in Italia bisogna dire una cosa, siamo uno dei Paesi più controllati, che hanno più restrizioni nelle coltivazioni. Facciamo una bella prevenzione: già da quando le piante sono piccoline andiamo a fare degli interventi di concimazioni naturali, areazioni, cioè cerchiamo di fare un sistema che potenzi la pianta, noi lavoriamo sul potenziamento della salute della pianta, ma potenziamento naturale, è tutto un sistema per far crescere la pianta più forte, più sana e più resistente. In tutto quel processo lì ci sono tanti che si perdono per strada perché non ce la fanno. I nostri problemi ce li abbiamo belli e buoni”.

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